Semi di meraviglia: il gioco

La top ten (+2 bonus) dei suoi giochi preferiti a 9 mesi.

1- Non c’è nessun dubbio, al primo posto non possono che troneggiare loro: i sassi. 1_sassiAppena arrivati in spiaggia è impazzito, ha cominciato ad agitare le gambette, lanciando parole di grande impatto culturale (Dada!), di fine gastronomia partenopea (babbà!), di filosofia “il dubbio come chiave di lettura del mondo” (ma…ma…) e ispirato dai matrimoni nel mondo arabo ha cantato il suo inno alla gioia (lalalallalalallalallalalallalalalalala). Abbiamo portato con noi i sassi, anche negli ultimi viaggi in aereo, creando qualche perplessità al controllo. Niente da fare, sono i suoi assolutamente preferitissimi. Ergonomici per le sue manine, li tiene stretti stretti (ché finisce sempre che li ritroviamo nei luoghi più inaspettati… “Ma come ci è arrivato qui ‘sto sasso?!“), li lancia e li va a riprendere (questo può farlo per ore attraversando in lungo e in largo la casa), li lecca e mordicchia (con sussulto da parte degli apprensivi genitori), li strofina per terra,  li sbatte uno contro l’altro, li sbatte per terra godendone del suono (la vicina del piano di sotto può godere pure delle sue doti ritmiche), li lancia per terra quando è un po’ in alto, per studiare la legge di gravità e il rumore prodotto, che, pare dirci con grande serietà scientifica, è direttamente proporzionale all’altezza da cui è lanciato.

2- I capelli della mamma. Delizioso tirarli, arrotolarcisi dentro, carezzarli se in procinto della poppata, usarli come capellibriglie, come sveglia se mamma dorme ancora, strapparli a chiome intere. Una volta allontanati dalla casa-madre-radice, i giochi possono continuare: sviluppare la motricità fine prendendone e tirandone uno solo, lasciarsi solleticare dallo stesso, assaggiarlo con faccia da disgusto. Possono essere tenuti stretti nella manina come bottino di guerra e poi lasciati come pollicino in luoghi in cui non sarebbero riusciti ad arrivare da soli (nella zuppa, dentro ad un libro, in una macchinina, dentro al suo body, ecc.).

3. I cilindri musicali. Sono cilindri di legno estrapolati da un gioco che trovo carinissimo, di ispirazione montessoriana, ancora prematuro per lui. Agitando i cilindri vengono prodotti suoni diversi: lo scopo del gioco è, in origine, di riconoscere i due cilindri che producono lo stesso suono. cilindriCapitati tra le sue manine quasi per caso, mi sono accorta che, contrariamente a quello che credevo, erano già oggettini curiosi. La forma è perfetta: si possono afferrare con le manine, scuoterli per farli suonare, sbatterli a terra per musicare il suono del cilindro col suono del suolo, farli rotolare  a terra e andare a riprenderli, farli rotolare sotto il divano e aspettare che qualcuno li riprenda, lanciarli verso qualcuno e aspettarsi che quel qualcuno abbia la prontezza di spirito di rimandarli indietro, andarli a prendere da dentro la scatolina, farli cadere se posti verticalmente. Sono una fonte instancabile di gioco e, a differenza del sasso, che viene tirato vicino e ripreso poco dopo, i cilindri si possono fare andare lontano lontano per poi lanciarsi in corse da ninja professionista (il pupetto in questione non gattona ancora, ma striscia rapidamente, spingendosi con le mani e i piedi).

4. Il sacchetto di carta. È un suo amico di sempre. Da piccolo piccolo ne ascoltava sorridente il suono, poi ha imparato ad afferrarlo. Da due mesi a questa parte, cartaè alla base di folli allenamenti braccio-gambali: attaccato ad una mollettina con un filo e tenendogli un’estremità, il pupo dall’altra parte ha tutto lo spazio per dimenarsi selvaggiamente con tutto il corpo, direttore d’orchestra di una ricca gamma di suoni cartacei degni di tutto rispetto. L’apprensione dell’adulto: essere sempre vigile per impedire che un angolo finisca in un occhio e possa ferirlo.

5. Un pezzo di carta tipo carta igienica o carta assorbente (prerogativa: facile da fare a pezzettini). scottexNon producendo suoni degni di interesse, a differenza del sacchetto, i pezzi di carta morbidi (da preferire a quelli rigidi, estremamente taglienti) sono diventati grandi amici e passatempo da poche settimane. Mettono in gioco la motricità fine nel doverli prendere con due mani (possibilmente col pollice e l’indice) per strapparli. La boccuccia a fiorellino indica che è un’attività estremamente impegnativa. Assorto contemplativamente nella moltiplicazione dei pezzettini di carta (ché alla fine sembra abbia nevicato in terra), ottenere la sua attenzione chiamandolo non dà in queste situazioni alcun frutto. Il solo modo di distoglierlo (e perché mai dovrei) è produrre inavvertitamente il suono del sacchetto di carta, del cilindro o del sasso (non per nulla, più in alto nella classifica).

6. I solidi Ikea. solidiNati per stare su un carrello, dotati di una calamita per attaccarsi al gancio dell’autogru, arrivano estrapolati dal loro corollario, soli soletti nelle sue manine. Un po’ più impegnativi da prendere perché un po’ grandi, rispetto ai cilindri o ai sassi, attirano per i loro colori, probabilmente la diversa sensazione che danno nella presa. Si possono anch’essi sbattere in terra, leccare, sbattere l’uno contro l’altro, far cadere da altezze diverse, portarli in giro.

7.Il cucchiaino. Da quando ha iniziato ad assaggiare cibi diversi dal latte, è il mio modo per dirgli: “adesso si mangia”. manina cucchiaino2Comincia a metterlo in bocca, a volte a fare il tragitto dal piatto alla bocca, anche se ci sono ancora tante cose da capire prima che possa essere uno strumento duttile per alimentarsi. Per ora, è un simpatico compagno di giochi che accompagna i pasti. Oltre ad essere allenamento per lo scopo che avrà, è un ottimo strumento percussivo per tavole, stoviglie, sedie e genitori, si può buttare in terra guardandolo intensamente (e aspettando che torni indietro…), mordicchiarlo, sentire la diversa consistenza del manico e della punta.

8. Il peluche L’orso Cesare della marca belga Lilliputiens. Ha una specie di gonna che se si alza nasconde un anello e un coniglio. cagnoÈ morbidissimo e la gonna fa un bel rumore come di carta. Regalato dalla nonna che sa quanto mi piacciano i prodotti di questa marca. All’inizio sembrava piacesse più a me che a lui, forse troppo grande per poterlo maneggiare. Poi abbiamo scoperto che, attaccandolo al dondolino, lo accarezza addormentandosi. Apprezza la consistenza, il rumore della gonna, il fatto di poterlo scuotere senza che cada (perché allacciato fisso), anche aggrappandosi all’anello del coniglio nascosto. Penso ci giocherà ancora a lungo e che la loro relazione si evolverà. Aggiornamento tra qualche mese.

9. Gli specchi. Mio figlio si piace. E si sta anche un sacco simpatico. Davanti allo specchio ride con gli occhi che gli brillano. specchiA volte, smette di fare i suoi soliti rumorini e lo trovo assorto a guardarsi negli specchietti un po’ deformanti che sono attaccati ad alcuni suoi giochi. Rimane lunghi minuti in contemplazione silenziosa, ci si avvicina sempre più, poi ci appoggia la testa e si assaggia. Narciso papillo-sensibile.

10. La console di gioco in legno. Ancora un po’ complessa per lui, gli regala pochi ma intensi momenti giornalieri. xilofonoPrendere in mano la bacchetta non è un gioco da ragazzi, prendere in mano il triangolino sì, ma strofinarlo sulle superfici proposte senza strofinarsi anche le dita, no. Ottimo per allenare la motricità fine (prendere la bacchetta, il pirulino giallo per far girare la ruota, ecc.) e per la psicomotricità in generale (battere con la bacchetta contro un oggetto scelto e percepire la differenza di suono a seconda dell’oggetto battuto, ecc).

11. Adorabile lucetta Pabobo. Da quando è nato illumina con delicatezza il viso del mio piccolo affinché possa controllare nella notte se va tutto bene (mi rassicura..). lucettaÈ tra i bonus perché è una scoperta recentissima e non so quindi se passeggera. Il piccolo atleta si è accorto che con le nuove conquiste di mobilità del suo corpo, il mondo è suo. Così, intrepido si arrampica su di me, allunga la mano e lo afferra, indifferente al fatto che la mamma stia cercando di addormentarlo. Poi si sdraia e lo usa come alabarda spaziale nel buio. Sono affascinata nel guardarlo scoprire l’uso di una fonte luminosa nel buio e curiosa di vedere come la relazione con questo oggetto bonus evolverà.

 

12. Il pezzetto di tessuto rappresentante un monumento di Berlino. berlinSe lo si stropiccia, fa un simpatico rumore di carta. Fa parte dei bonus perché ormai ha perso del tutto di interesse, però è stato per tanti mesi un compagno di giochi di tutto rispetto. Facile da afferrare, con quel rumorino che accarezza l’orecchio, facile da portarsi dietro nella borsetta per fargli compagnia in qualsiasi momento. Ci tenevo a citarlo per la sua semplicità, economico, facile da lavare, leggero e, almeno per il mio bimbo, di alto gradimento.

mucchio di giochi1Sono contenta di confermare per esperienza diretta che è vero quando si dice che più un gioco è semplice, più a lungo sarà meritevole di attenzione. Maria Montessori (e certo non solo lei) diceva che il gioco deve stimolare l’immaginazione e la creatività del bambino. È molto più appagante inventarsi giochi a partire da un oggetto “larvale”, non totalmente definito, che usarlo nel (solo) modo in cui il suo adulto costruttore lo ha concepito. Non è il caso di molti dei giochi che ho proposto, ma idealmente non dovrebbero essere troppo colorati per non creare inutile confusione (i cilindri ad esempio hanno solo il beccuccio colorato, per il resto hanno la tinta “neutra” del legno). Ho sentito dire da qualcuno che la plastica “non suona, ma fa rumore”. Sono piuttosto d’accordo. Il piacere esplorativo che gli procurano sassi e carta, non è paragonabile a quello dei giochini in plastica; e le musichette che questi spesso propongono, attirano la sua attenzione lasciandolo passivo, invece di invitarlo attivamente e creativamente alla scoperta dei suoni che i materiali naturali come il legno e la pietra nascondono. Sssssssssssssssssh!! Ascolta! Appiccicato a quel sasso levigato, c’è ancora la nenia della risacca del mare; in quel pezzo di legno il fruscio del vento tra le foglie. Se non ci credi, chiedilo a tuo figlio, certamente te lo confermerà, sfoggiando le sue sorprendenti competenze in lingue dell’est: “Ma-ma, da! Da! Da!”.

3 risposte a "La top ten (+2 bonus) dei suoi giochi preferiti a 9 mesi."

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