Semi di meraviglia: esperienze

Viaggi low cost per passeggeri dalle orecchie grandi

Ieri sono stata invitata a leggere dei testi recentemente pubblicati da autori francofoni, in un contesto molto speciale: le stanze da letto di un castello. Non vi ho forse detto che negli ultimi anni, teatralmente, sono concentrata per la maggior parte del tempo su progetti di teatro dell’intimo.

Ma che sarà mai? In poche parole, si tratta di dispositivi scenici che, dimenticando la classica dinamica di attore al centro di un più o meno pomposo palcoscenico – con tutti i proiettori puntati su di lui – sposta l’attenzione sugli spettatori, che diventano attori attivi e partecipi del processo artistico e creativo. Per fare ciò, la vicinanza tra “accompagnatori artistici” e partecipanti si riduce al minimo. Talvolta scompare (si può parlare allora di teatro dell’invisibile).

camera_da_letto_castello

Ma devo dire non mi era ancora successo di ridurla così tanto… in una stanza da letto.

La scenografia creata da questa regale camera, il meraviglioso parco col laghetto che si invitava dalle ampie vetrate, la luce abbondante e generosa, un po’ filtrata dagli stipiti delle finestre, costituiva uno spazio intimo ma non sensuale. Un pubblico di bambini e adulti mi faceva compagnia (tranne per i testi un po’ trush, che ho lasciato per ultimi, avvertendo i genitori del bollino rosso…).

Ho avuto voglia di parlare di questa esperienza per tutte quelle orecchie attente, per quegli occhi a volte chiusi per meglio visualizzare il racconto, a volte sorridenti, a volte lucidi, così vicini e così partecipi, che mi sono stati regalati in questa bella domenica di autunno. Ancora una volta per me è stata la prova di come il racconto orale, in questo caso una lettura teatralizzata, ma non troppo, a voce alta, contenga tutti quegli ingredienti di curiosità che ricerco. La meraviglia, prodotta da un contesto scenografico di eccezione, hanno certamente dato una mano affinché la “magia”  avesse luogo, seppur così semplice, senza fuochi d’artificio, passeggera e leggera come una carezza che si dimentica subito, ma che ci lascia di buon umore tutta la giornata.

Questo articolo per ricordarmi che la meraviglia è più vicina di quanto a volte io non creda, in questa mia ricerca talvolta forse troppo con lo sguardo verso l’altrove.castello_parco

Leggiamo ad alta voce, ai nostri amici, ai nostri figli, ai passanti che hanno tempo e disponibilità. E facciamolo sotto un albero, dietro un lampione, su un tappeto di foglie rosse appena cadute. Leggiamo nella bellezza.

La nostra voce e l’immaginazione di chi ci ascolta faranno il resto.

In fondo, non ci vogliono così tanti soldi per viaggiare lontano.

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