Per un terreno fertile

Capricci, capricci! O campanelli d’allarme?

Continuo la mia escursione attraverso le parole di pensatori che si approcciano al bambino ed al fenomeno pompa-energie comunemente definito come “capriccio”. Combatto già da qualche articolo la loro esistenza (intesa come rifiuto insensato di seguire la logica adulta), accompagnata dai punti di vista di studiosi del capriccio e delle neuroscienze (I capricci non esistono). Oggi, immersa nella magnifica lettura de Il segreto dell’infanzia di Maria Montessori, mi servo della sua ispirazione per aggiungere un mattone alla costruzione di una visione del bambino più attenta al suo mondo interiore. Ho già citato precedentemente l’immaturità cerebrale (in particolare dell’area prefrontale) dei piccoli di uomo, che comportano un’esplosiva difficile gestione delle emozioni e che rendono quindi spettacolari le loro reazioni (Bambini piccoli e scenate in pubblico: io speriamo che me la cavo).

In questa sede, vorrei introdurre il concetto di periodi sensibili. Osservati nel mondo animale già dal dotto olandese De Vries, vengono estrapolati e adattati dalla Montessori ai piccoli di uomo. De Vries ha osservato ad esempio che i bruchi sono molto attirati dalla luce nel loro primo periodo di vita, perché ciò li facilita nella ricerca di cibo. Eppure, in una successiva fase di sviluppo, in cui le esigenze alimentari sono cambiate, il bruco diventa indifferente alla luce. Non cieco, si badi bene. Indifferente. È quello che accadrebbe al bambino che, passato l’intenso momento durante il quale la finestra per l’attivazione di una competenza specifica si spalanca, l’indifferenza sopraggiunge per chiuderla, rendendo il successivo apprendimento della stessa facoltà molto più complesso:

Se il bambino non ha potuto obbedire alle direttive del suo periodo sensibile, l’occasione di una conquista naturale è persa, persa per sempre” [Il segreto dell’infanzia, M. Montessori]

Il bambino, nel pieno del suo periodo sensibile, sarà attratto potentemente da una specifica attività: instancabile, giocoso, concentrato, ripeterà e ripeterà la stessa azione, soddisfacendo un bisogno interiore che gli viene da molto lontano, con sete e gioia di sapere. Interromperlo in questa estasi equivale a meritarsi la più vigorosa opposizione, spesso incomprensibile per l’adulto che vive in una dimensione parallela, dove i tempi sono scanditi da orologi di ferro :

Se, durante il periodo sensibile, si frappone un ostacolo al suo lavoro, ciò provoca nel bambino un turbamento, una deformazione; ecco come inizia il martirio spirituale che ci è ancora sconosciuto, ma di cui quasi tutti gli uomini portano inconsciamente in essi le stigmate” [Il segreto dell’infanzia, M. Montessori].

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M. Montessori attira la nostra attenzione sul fatto che molti (ma, attenzione, non tutti) comportamenti che definiamo come capricci sono connessi a queste finestre. Ci invita dunque a non trattare le loro resistenze come ingiustificate, perché in realtà sono dettate da una attività vitale. Al contrario, ci consiglia di accoglierle con attenzione perché sono il campanello d’allarme che i nostri bambini accendono, per comunicarci che un bisogno non è soddisfatto :

“[Essi costituiscono] per noi una guida per penetrare negli angoli misteriosi dell’anima del bambino e per preparare un periodo di comprensione e di pace nella nostra relazione con lui” [Il segreto dell’infanzia, M. Montessori].

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