Libri meravigliosi

Il buco. Un libro sul sentimento della mancanza. Vuoti che diventano pieni.

Il buco è un libro colorato, visualmente frizzante, pieno di spazio per gli occhi dei bambini. Eppure parla di sofferenza. Quella sofferenza che a tutte le età proviamo quando ci sentiamo diversi, quando abbiamo perso qualcosa o qualcuno di importante, quando sentiamo un vuoto inspiegabile, una mancanza incolmabile. Non lo diciamo a nessuno, perché crediamo di essere noi il problema. Crediamo che sia questa sensazione, di per sé, IL problema, mentre essa ci appartiene, fa parte di noi, della nostra storia, della nostra personalità.

il buco6L’originalità del messaggio che trasmettono queste pagine è che per una volta non si invita a dimenticare, a cambiare strada, a lasciarsi andare al nostro bisogno di consolazione, magari cercando ricompense materiali o psicologiche. L’autrice, al contrario, ci invita ad entrare in contatto con questo senso di buco. Farcelo amico. Accoglierlo perché è parte di noi come ogni altra emozione.

Questa accettazione non solo renderà il buco più piccolo, ma sarà una fonte di creatività, un luogo dove ritrovare se stessi e riconoscersi. Amorevolmente.

Il buco è un libro diverso nei contenuti. Allegro nella forma. Un bel modo per abbordare questa tematica delicata con i nostri piccoli, e per ricordarci di avere cura delle nostre ferite, perché sono parte di noi.

Ancora un bell’album di Anna Llenas, già autrice del vendutissimo I colori delle emozioni, che fa breccia ed entra tra i miei libri preferiti per parlare ai bambini di emozioni.

Libri meravigliosi

Il gabbiano Jonathan Livingston. Un’infinita idea di libertà.

Sul molo Sud di San Benedetto del Tronto (AP) si erge una statua. Poca materia. Giusto un cerchio, con uno stormo di gabbiani sulla parte bassa della circonferenza e uno solo, che si libra, in alto: il gabbiano Jonathan. L’anello, sottile, è riempito dallo sguardo del passante, di cielo e di mare.

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Libri meravigliosi

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupéry

In generale leggo i libri una volta sola. Anche quelli che mi sono piaciuti molto. Il Piccolo Principe è decisamente un’eccezione. Credo di averlo letto una ventina di volte. Sì, perché ci sono momenti in cui ho bisogno di una carezza letteraria per rimettermi in carreggiata. È un testo per bambini, ma è soprattutto un monito per gli adulti a non scordarsi com’erano da piccoli, della loro saggezza, dell’arroganza spesso accecata e accecante delle, come si dice in francese, “grandi persone”. Continue reading “Il Piccolo Principe di Antoine de Saint Exupéry”

Libri meravigliosi

Anna Llenas. Per libri illustrati, esplosioni d’allegria.

Qualche tempo fa ho scritto del bel libro “I colori delle emozioni” della spagnola Anna Llenas (potete trovare il mio articolo qui): semplice (non per la sua fattura, essendo un libro pop-up, con tutte le complicazioni tecniche che comporta) e coloratissimo strumento per parlare coi bambini di emozioni. Oggi, facendo una passeggiata in libreria, l’occhio mi si è decisamente staccato dall’orbita per appiccicarsi ad una montagnola di libri illustrati, tutti con lo stesso nome in copertina: Anna Llenas. Quindi eccomi qui a parlarvi di questa autrice, a cui devo la difficile riacquisizione del mio occhio che voleva restare abbracciato ai suoi albi. Il suo stile è ben riconoscibile, ho la sensazione di passare da un libro ad un altro senza soluzione di continuità. Un vantaggio, soprattutto se è uno stile che piace, lo si distingue già solo dalla copertina, da lontano, per i colori decisi, i rilievi tipo collage, i disegni stilizzati da bambino. Uno svantaggio, d’altro canto, perché, almeno per me, al terzo titolo aperto, il senso di sorpresa si è un po’ affievolito, come quando all’ennesimo libro dell’amatissimo Baricco, ho cominciato a prevederne le astuzie letterarie, ad intuirne i trucchi e a vedere troppo presto le orecchie del coniglio nascoste dentro al cappello del mago. Continue reading “Anna Llenas. Per libri illustrati, esplosioni d’allegria.”

Libri meravigliosi

Lupi maschioni, galline sterminatrici e volpi non proprio furbissime, ma o quanto tenere!

Ma quanto sono contenta di poter condividere con voi questo fumetto! Perché? Perché mi ha fatto ridere di gusto, per il modo in cui vengono usati gli stereotipi del buono e del cattivo e come vengono capovolti, per come viene mostrato che niente è bianco o nero, soprattutto se ci sono di mezzo i sentimenti. Il lupo qui è cattivo. Anzi no, è un vero macho. Di quelli che hanno il vocione, si sanno far ascoltare e hanno lo charme del duro. C’è chi lo ama perché vorrebbe essere come lui, c’è chi lo teme, ma lo rispetta. E poi c’è la volpe che vorrebbe tanto essere temuta, ma che è troppo adorabile. Nonostante i suoi sforzi, resta una creatura per cui tutti fondamentalmente provano grande tenerezza. E vogliamo parlare delle galline che tutt’altro sono che tremule vittime di questo mondo di predatori? E il cane da guardia, caricatura del funzionario statale? Non c’è buonismo in queste pagine, ma la riflessione indiretta che non abbiamo bisogno di essere “popolari” per essere amati e che accettare se stessi senza costruirsi maschere dietro alle quali nascondersi, può sicuramente portarci più vicini alla felicità, anche se dei compromessi talvolta si impongono… Continue reading “Lupi maschioni, galline sterminatrici e volpi non proprio furbissime, ma o quanto tenere!”

Libri meravigliosi

“La Promenade de Petit Bonhomme”, una filastrocca per le vostre dita.

Premetto che si escludono, dallo scenario che segue, declinazioni erotiche (che sarebbero del tutto inappropriate in questa categoria di libri per bambini). Vi trovate rinchiusi in un ascensore per le prossime due ore. Nessun oggetto. Nessun gingillo che potrebbe aiutarvi a far passare il tempo più rapidamente, che so, un telefonino, un giornale, una penna, una pallina, un antistress, uno specchio nel quale schiacciarsi i punti neri… Una volta risolto un eventuale spettro di claustrofobia, vi accorgete che non siete soli.  Nello stesso ascensore bloccato siete in due, o in tre o persino in quattro. Di qualsiasi età voi siate, scoprite che tutti, immancabilmente, vi siete portati dietro due versatili strumenti per giocare: le vostre mani.

Come sarebbe a dire, “le vostre mani non sono un gioco?!”. E se dico morra cinese (anche conosciuto come carta, sasso, forbice)? E se dico Olio, sale e pepe? E la mano tua appoggiata alla mia, se riesco a schiaffeggiartela prima che la levi, vinco? E la montagna di mani, una sull’altra, alternate, che da sotto si appoggiano sopra e via via si impilano una sull’altra schiaffeggiando ben poco amabilmente quella in cima? (ehm… non ricordo perché questo gioco mi facesse tanto ridere…). E il gioco della scossa elettrica? (ci si prende per mano formando un cerchio; una prima persona stringe ad esempio la mano della persona alla sua sinistra, che a sua volta stringerà quella alla sua sinistra, facendo circolare sempre più rapidamente la “scossa elettrica” intorno al cerchio)… E Pari o dispari?

Le due ore trascorrono così senza nervosismi e senza panico. Grazie alla memoria dei giochi dell’infanzia, riaffiorati al momento giusto. È una gran bella cosa avere sempre a portata di mano (ahahah) tutti questi (e tanti altri) passatempo.

Trovo che oggi, avendo a disposizione tanti giochi (soprattutto tanta plastica), i bambini siano raramente invitati a esplorare questo tipo di intrattenimento per cui non si ha bisogno né di tanto spazio, né di accessori particolari.

È il motivo per il quale vi presento oggi un libro dall’idea semplice ma efficace, “promenade_petit_bonhomme2 La Promenade de Petit Bonhomme“. La trovo una divertente occasione per sensibilizzare i bambini al gioco con le mani. L’ometto di cui si fa riferimento nel titolo sono le dita della mano del narratore, che vengono invitate da un testo a mo’ di filastrocca, altrettanto semplice ed efficace, a compiere precise azioni. Le dita della mano, inizialmente certo quelle di un lettore adulto, potrebbero diventare poi quelle del bambino, attente alle indicazioni della voce narrante, o perché no, lasciate libere di inventare nuove peripezie, scivolando sui disegni ad ostacoli, affrontando in modi inaspettati un gatto gigante, mangiando un succulento pasto, inciampando sulla dunetta, saltando fossati… insomma… andando all’avventura. E un giorno le dita potrebbero essere quelle dell’adulto e del bambino, insieme, prima a saltellare tra una pagina e l’altra poi hop… fuori dalla pagina, alla scoperta del mondo. Perché sì, il vostro dito indice e il vostro dito medio formano due agilissime gambette capaci di attraversare, scavalcare, rotolare, pizzicare, schioccare, ticchettare, accavallare, accarezzare, toccare, indicare, strofinare qualsiasi angolo del pianeta. Se avete dubbi in proposito, lasciatevi guidare dai bambini. Una volta che avranno scoperto il potere camminante delle loro dita, ogni oggetto animato o inanimato sarà una magnifica superficie da calpestare.

Per questo mi piace questo libro. Perché rappresenta solo l’inizio, la prima scoperta, la prima proposta. Una porta che viene aperta per lasciare navigare l’immaginazione altrove, al di fuori del suo limitato formato cartaceo. Mi piace molto la frase finale (mi son permessa qualche licenza poetica nella traduzione), che invita ad uscire dal rassicurante contesto del libro, per inventarsi nuovi orizzonti:

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Dopo aver ben mangiato, l’ometto è spossato. Il libro allora chiudiamo, sul mio braccio cammina piano, e riposa fino a domani, stretto tra le mie mani”.

La Promenade de Petit Bonhomme: Une comptine à jouer avec la main” di Lucie Félix, purtroppo non tradotto in italiano (ma il vocabolario scelto è davvero molto semplice), è adatto ad essere letto a numerosi piccoli ascoltatori simultaneamente, poiché il testo in rima è stato stampato una volta dritto, per una lettura a due, fianco a fianco, e una volta rovesciato, per poter essere eventualmente tenuto capovolto verso l’esterno. Tanto, per le dita delle mani, nulla cambia se si saltella allegramente su una pagina rovesciata, e così, il pubblico può godersi per bene le immagini e il  narratore ditologante, può risparmiarsi acrobazie oculari.

Vi invito così, a mille spensierate passeggiate di dita coi vostri piccoli, con o senza questo libro.

Libri meravigliosi

Invitare il Giappone a casa vostra, con il giocoso libro “Kimono”.

Le Kokeshi (こけし) sono bambole tradizionali giapponesi in legno, senza braccia, di buon auspicio, che vengono regalate a persone speciali. Sembrerebbe che il russo Savva Mamontov le importò dal Giappone insieme ad un altro pezzo raffigurante il vecchio saggio buddista Fukurokuju – il quale conteneva al suo interno quattro figurine – e che dall’incontro di queste due ispirazioni nacque la russa matrioska.

Le Kokeshi non si sono fatte abbattere dai loro 150 anni e hanno rinnovato design e colori per adattarsi ai gusti moderni, ispirando personaggi di videogiochi e le Momji, attuali bamboline in resina contenenti un messaggio segreto all’interno. Siamo sempre più lontani dai cinque anni necessari per far seccare il legno di ciliegio necessario per la costruzione di una bambolina Kokeshi, ma i tempi che corrono, si sa, corrono rapidi e chi ha più tempo di aspettare?

Vi parlo oggi di questo oggetto tradizionale perché potrebbe essere, così come le matrioske dalla Russia, un bel regalo da portare dal Giappone ad un bambino per voi speciale.

Kimonos1Le ho riscoperte grazie a Kimono, libro illustrato di Annelore Parot. Coloratissimo, denso, di un’allegria contagiosa, la sua copertina è saltata all’occhio tra i tantissimi libri che gli facevano compagnia. Un libro per giocare, e allo stesso tempo per entrare in contatto con la cultura giapponese, la sua lingua, i suoi usi e costumi. Ogni pagina propone un gioco diverso, essenzialmente di attenzione, come trovare, ad esempio, dei dettagli a partire dai motivi sulla stoffa dei personaggi, carinissimi, senza braccia come le bamboline Kokeshi. È un libro dinamico, con tante finestre e finestrelle da aprire, girare; tattile, con alcuni elementi in sovrimpressione. Alcune pagine sono tagliate in modo da comunicare tra di loro e aggiungere un elemento sorpresa alla pagina precedente.

FullSizeRender-1Probabilmente non un libro che accompagnerà il piccolo ricevente per tutta l’infanzia – come spero facciano con mio figlio altri libri della mia biblioteca, più semplici e poetici, ma dai messaggi forti. Certamente però, una bella occasione per interessarsi in modo ludico al Giappone, una scusa, o meglio un ponte – perché no – per fare della geografia, individuando questa nazione sul mappamondo; della gastronomia, cucinando insieme del sushi; della storia, per i più grandi, per chi trova il coraggio di parlargli di Hiroshima e Nagasaki.  Potrebbe essere un bel modo di preparare un viaggio nipponico introducendo il bambino alla cultura che incontrerà a breve o, per chi resta, un modo per introdurre l’invito di un eventuale compagnuccio giapponese a casa, che potrà raccontare il suo Giappone. Può iniziare sicuramente in maniera leggera e divertente, anche con un libro così, un’educazione che invita alla curiosità verso l’altro, piuttosto che alla paura e alla riluttanza verso tutto ciò che è diverso, straniero, quindi barbaro.

 

Libri meravigliosi

“Se ami qualcuno lascialo libero”, un bel messaggio da comunicare ai nostri bambini.

Qualche giorno fa ho trovato, in un mercatino dell’usato, un libro illustrato di Marjorie Newman e Patrick Benson, “Petit Paul et l’Oisillon“. I disegni, color pastello, sono delicati, FullSizeRender-2i testi semplici, corti, non in rima. Devo ammettere che alla prima sfogliata e lettura mi aveva lasciato alquanto indifferente; tutto il mio entusiasmo si era forse consumato per gli altri libri, trovati nello stesso mercatino. Ma dopo la terza, quarta lettura ad alta voce, mentre il mio piccolo esplorava e distruggeva casa, lanciandomi ogni tanto sorrisi a tre denti, come per dirmi: “Ti ascolto mamma, eh! Ma nel frattempo ho l’impellente urgenza di buttare giù tutte le deliziose suppellettili che hai lasciato sul mobile, che carina!, proprio alla mia altezza!”, ho dovuto ricredermi. Proprio dalla semplicità del testo e delle immagini, si sprigiona senza fuochi d’artificio, leggero e modesto, un monito al rispetto della libertà del prossimo, ai falsi volti dell’amore, come quello del possesso. L’amore è quello che ti lascia volare libero, anche quando costa lacrime.

FullSizeRender-3Mi sono accorta della bellezza di questo testo e delle sue immagini in controtempo, come un contrattempo. Me ne sono accorta perché era il libro che avevo, più spesso, più voglia di leggere e di condividere con mio figlio. Me ne sono accorta dolcemente e ora gli racconto la storia a modo mio, anche appena si sveglia, quando mi guarda con quegli occhi assonnati che si lasciano cullare dalla mia voce, prima di schizzare giù alla scoperta del mondo.

Sono contenta di non essermi fermata alla mia superficiale prima impressione.

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“Gli uccelli sono fatti per volare”, dichiara il piccolo Paul. Apre quindi la gabbia e lo lascia volare via, perché lo ama. Poi, si mette a piangere.

Il testo non l’ho trovato in italiano, in francese temo non venga più edito, in inglese pare invece ancora di facile reperibilità (Mole and the Baby Bird). Se desiderate dire al vostro bimbo in modo poetico, semplice e delicato, quanto amare voglia dire lasciar liberi, a parte la canzone di Sting, questo librino è un modo bellissimo per farlo.

 

Libri meravigliosi · Libri nascondino

I miei libri “nascondino” preferiti. Per lettori esploratori.

Inauguro oggi, nella categoria dei libri che destano in me meraviglia (“Libri Meravigliosi”), una nuova sottocategoria: i libri “nascondino”, quei libri cioè che invitano il lettore a ricercare attivamente elementi nascosti nella pagina, o tra le pagine o, perché no, da qualche altra parte.

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Ne ho visti alcuni davvero belli, altri hanno destato in me curiosità, altri mi hanno proprio divertito. Mi piacciono perché creano un dialogo diretto col lettore, rendendolo attore, invitandolo al gioco. In questa articolo raccolgo di volta in volta i libri recensiti sull’argomento per facilitarne la ricerca e la consultazione.

I miei libri “nascondino”:

 

Libri meravigliosi · Libri nascondino

Dov’è il lupo? Un libro “nascondino” divertente

Ho chiamato i libri nascondino, quelli che invitano il lettore a giocare con lui, proponendogli di lanciarsi nella ricerca di elementi nascosti. Ho inaugurato la sezione proprio con un libro che si chiama “Nascondino“.

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Oggi vi parlo di una pubblicazione in francese “Où est le loup ?“, che purtroppo non ho trovato in italiano, degli stessi autori de “Il libro arrabbiato“. Ne parlo comunque perché ritengo che, per la chiarezza delle immagini e il gioco davvero divertente che si svolge col piccolo lettore, valga la pena di scoprirlo a prescindere dalle conoscenze linguistiche.

Un porcellino, nonostante l’avvertimento della mamma di far attenzione al lupo, va alla ricerca del pericoloso carnivoro dei boschi. Le pagine sono tagliate in modo che, nascosto qua e là, si intraveda di volta in volta un pezzetto di quello che sembra proprio un lupo, ma proprio proprio un lupo… Girando la pagina, convinti di averlo trovato (e un po’ impauriti?), ci si accorge dell’equivoco. Si crea una simpatica suspense, un gioco attivo col lettore che viene decisamente invogliato a mettersi alla ricerca del lupo, passo passo con l’amico porcellino. E che termina con un bel gesto di generosità del porcellino e una nota triste, finestra su un punto di vista inedito sulla vita del “lupo cattivo”…

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Mi ha fatto ridere e mi ha incuriosito. Ad ogni pagina avevo voglia di vedere quale fosse la trovata successiva. E alla fine, mi ha sorpreso. Niente male per un libretto cartonato per piccoli lettori, no?