Per un terreno fertile

I capricci non esistono

Alla voce “capriccio”, il dizionario Treccani indica:

caprìccio s. m. [dall’ant. caporiccio]. – 1. a. Voglia improvvisa e bizzarra, spesso ostinata anche se di breve durata […]; fare i c., spec. di bambini, fare le bizze.

Cerco allora “bizze”:

biżża1 s. f. [etimo incerto]. – Capriccio stizzoso e di breve durata, senza serio motivo: il bambino fa le b.; non sopporto le sue bizze.

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Semi di meraviglia: esperienze

Bambini piccoli e teatro: le voyage de Pinguin.

Dopo tanti articoli scritti contro la televisione (TV e difficoltà di concentrazioneTV e sviluppo cognitivo: cosa dicono le neuroscienzeTV e violenza: cosa dicono le neuroscienzeHo bisogno di silenzio per parlarti.Spegni la TV, preserva la Meraviglia.), vorrei condividere con voi l’esperienza avuta ieri col mio bimbo a teatro, un’alternativa sicuramente più… sana.

Sì, sì, esistono spettacoli per bambini.

Sì, sì, esistono spettacoli concepiti per bambini piccolissimi, talvolta anche di pochi mesi. Continue reading “Bambini piccoli e teatro: le voyage de Pinguin.”

Per un terreno fertile

Autostima e fiducia in se stessi

Il bambino è competente” è un libro illuminante. Non mi ero mai fatta la riflessione sulla differenza sostanziale tra fiducia ed autostima e le parole di Jesper Juul aprono una serie di piste pedagogiche e psicologiche che attraversano prima di tutto la comprensione delle mie dinamiche personali, ancor prima di approdare alle questioni legate al mio essere madre ed insegnante.

Fiducia ed autostima non sono sinonimi. Avere fiducia in se stessi, scrive l’autore, è giudicarsi capaci di questa o quella cosa. Avere autostima è l’apprezzarsi per come si è, accettarsi, conoscersi e volersi bene così, a prescindere dai successi ottenuti. Continue reading “Autostima e fiducia in se stessi”

Per un terreno fertile

TV e difficoltà di concentrazione

Ma perché la televisione dovrebbe causare difficoltà nel mantenere viva la concentrazione, quando è evidente che un bimbo anche piccolissimo messo davanti allo schermo può rimanere per ore assorbito dalle immagini?

Una risposta che mi sembra convincente ce la dà Michel Desmurget, ricercatore in neuroscienze, i cui contenuti mi sono serviti come base per scrivere altri due articoli sugli effetti del televisore (TV e violenza: cosa dicono le neuroscienze e TV e sviluppo cognitivo: cosa dicono le neuroscienze). L’essere umano è dotato di due tipi di attenzione: Continue reading “TV e difficoltà di concentrazione”

Per un terreno fertile

TV e sviluppo cognitivo: cosa dicono le neuroscienze

Mamme!! Ma non vorrete mica che il vostro piccolino a sette mesi non sappia ancora contare, cantare e fare tutti i versi degli animali, chiamandoli con la loro zoo-nomenclatura in latino, vero?

Meno male che esistono i dvd educativi che faranno del vostro cucciolo un Genius, ma che dico mai, un mini Einstein, un baby Monster delle scienze e tecnologie, senza dimenticare i canali assolutamente senza pubblicità per i vostri piccoli fino a 3 anni, per imparare a parlare come un vero presentatore di video quizzzz letterari!

No, mamme no. Continue reading “TV e sviluppo cognitivo: cosa dicono le neuroscienze”

Per un terreno fertile

TV e violenza: cosa dicono le neuroscienze

Lo so che nella società attuale la televisione è talmente radicata nelle abitudini di vita, che ogni attacco contro di essa genera maldicenze e tentativi di ridicolizzazione (“Ma dai, adesso la tv è il diavolo!“, “Ci siamo cresciuti davanti anche noi, siamo finiti tutti lobotomizzati e psicopatici!“, “E dire che sei andata pure all’università con tutta la tv che hai visto, sei un genio!“, “Mamma mia quanto sei estremista, e rilassati un po’!” e via dicendo). E infatti me ne guardo bene di esprimere la mia opinione in proposito, tranne quando sono obbligata a rispondere a coloro che criticano la mia scelta di non averla, o di voler preservare mio figlio (spero almeno) fino ai tre anni. Nell’articolo “Spegni la TV, preserva la Meraviglia.“, ho cercato di esporre nel modo più completo possibile il punto di vista di Serge Tisseron, psichiatra infantile.

Oggi cambio punto di vista, servendomi delle osservazioni presentate essenzialmente da Michel Desmurget, ricercatore specializzato in neuroscienze cognitive. Le sue parole sono state, per la semplicità di esposizione, estremamente illuminanti. Purtroppo il suo libro “TV Lobotomie : La vérité scientifique sur les effets de la télévision” (TV lobotomia: La verità scientifica sugli effetti della televisione) non è stato tradotto in italiano. Continue reading “TV e violenza: cosa dicono le neuroscienze”

Semi di meraviglia: parole al vento

Ho bisogno di silenzio per parlarti.

Sono tornata in Italia per le vacanze di Natale. E come ad ogni rientro, ritrovo le solite abitudini audiovisive della TV onnipresente in case, locali, ristoranti, persino nella metro. Della radio a volume poderoso nelle automobili e autobus. Prepotenza di decibel. Mi accorgo solo in questi momenti del mio fortissimo bisogno di silenzio, di ascoltare la voce umana del mio prossimo, qui presente, senza interferenze. Sarà certo un mio limite, ma mi chiedo come tutti questi stimoli non influenzino l’umore delle persone. Continue reading “Ho bisogno di silenzio per parlarti.”

Senza categoria

I suoi libri preferiti a 13 mesi.

Qualche mese fa esprimevo, in quest’articolo, il mio amore per i libri e il mio desiderio di riuscire a trasmettere tale legame amoroso a mio figlio. All’epoca aveva nove mesi e il suo interesse per l’oggetto in sé era abbastanza limitato. Col passare del tempo, si è appassionato alla tecnica manuale del prendere le pagine, sfogliarle, andare avanti e indietro, chiudere e aprire; alla manipolazione della diverse materie e consistenze, fino ad arrivare a strappare ed assaggiare, ovviamente tra i libri più sporchi del catalogo. Continue reading “I suoi libri preferiti a 13 mesi.”

Per un terreno fertile

Bambini piccoli e scenate in pubblico: io speriamo che me la cavo

Ci sono due luoghi in particolare che sono per me, da prima ancora di avere figli, la location perfetta per i più terrificanti film d’horror sulla disfatta della mamma: il supermercato e i trasporti pubblici.

Forse è per questo mio sconsiderato terrore delle scenate disperate di un bambino nei centri commerciali, che mi faceva tanto ridere la pubblicità un tantino di cattivo gusto dei condom. Sì, sì, quella che chiosava un bimbo che si gettava per terra urlando: “VOGLIO LE CARAMMMMMMELLLEEEEEE!!!” con la scritta “Usa i preservativi”. Continue reading “Bambini piccoli e scenate in pubblico: io speriamo che me la cavo”

Semi di meraviglia: esperienze · Semi di meraviglia: il gioco

Il gioco delle tre figure per sviluppare l’empatia

Mi piace accorgermi, rileggendo appunti e propositi prima dell’inizio di un laboratorio, quanto le cose non vadano mai davvero come previsto. Potrebbe essere una constatazione destabilizzante, ma a me rassicura pensare che sono gli esseri umani presenti, con le loro personalità uniche, a determinare il corso delle cose, e non la mera limitata programmazione del mio cervello su un’immutabile metaforica incisione su pietra.

All’inizio di questo laboratorio (di cui parlo qui), avevo deciso di lavorare al modo diverso di vedere il mondo, considerate le diverse nazionalità presenti, per questo abbiamo iniziato l’esplorazione con dei caleidoscopi. Avevo programmato originali escursioni tra cultura e parole d’altrove, e ci siamo invece ritrovati, con gusto, a giocare con la più universale delle materie: le emozioni. Il caleidoscopio ci ha mostrato la complessità delle declinazioni dell’emozione, che è possibile cioè che persone diverse provino emozioni diverse, anche se esposte alla stessa esperienza e che persino emozioni contrastanti convivano nello stesso individuo, nello stesso istante. Abbiamo scoperto che si può provare una grande tristezza ascoltando una musica gioiosa, che piangere può essere semplicemente la dolce impronta dell’amore (quando siamo, ad esempio, tristi perché la nostra adorata cuginetta se ne torna al suo paese dopo essere passata a trovarci).Schermata 2017-12-07 alle 18.13.45

Abbiamo scoperto che in tutto questo calderone, tra l’imparare a gestire le proprie emozioni e il capire quelle degli altri, si insinua una parolina magica, di cui avevo già parlato in questo articolo: l’empatia.

Sapersi mettere nella pelle dell‘altro, anche se apparentemente molto diverso da noi, essere capaci di immaginare quello che prova, anche se non ci troviamo nella sua posizione, saper guardare alla sua alterità con la stessa meraviglia che abbiamo guardando attraverso un caleidoscopio… ciò rappresenta, a mio avviso, un bel bagaglio di competenze per il benessere personale e collettivo.

Come siamo arrivati all’empatia? Continue reading “Il gioco delle tre figure per sviluppare l’empatia”