Semi di meraviglia: esperienze

La bellezza e la ricchezza di vedere le cose in modo diverso. Un laboratorio per bambini.

Oggi, primo giorno di laboratorio con un gruppo di bambini e ragazzi da poco arrivati in Europa.
Emozionata come al mio primo giorno di scuola, quella sensazione mista di curiosità e timore che provo ad ogni inizio. Quali volti incontrerò? Piacerò loro? Provo a imprimere nella memoria questi primi momenti insieme, la difficoltà a pronunciare i nuovi nomi, che sembrano ora così difficili da ricordare, il modo che abbiamo di presentarci, stare insieme, troppo timidi o troppo estroversi, circospetti o iperattivi. Imprimere questi momenti per confrontarli con l’ultimo giorno, in cui ci saremo già raccontati alcuni segreti di quello che siamo e che amiamo fare e saremo tra di noi, semplici, rilassati, più noi stessi e forse, chissà, già un po’ nostalgici.

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Abbiamo fatto qualche gioco per rompere il ghiaccio e poi ho proposto loro una caccia al tesoro, facendo partecipare anche gli adulti e gli adolescenti che erano nell’edificio. Avevo paura che fosse troppo facile, o troppo difficile, che durasse troppo o troppo poco e invece è stato bellissimo. Bellissimo vedere lo stesso entusiasmo nei grandi e nei piccoli. Capire l’enigma, trovare l’indizio successivo, arrivare al tesoro, con gli occhi che brillano e le gambe che corrono.
Vederli divorare le scale urlando “Ho capito! Ho capito!“, vederli concentrati, malgrado le diverse età, intorno allo stesso foglietto, o toccando e guardando dappertutto per trovare l’indizio successivo.
È la prima volta che organizzo una caccia al tesoro e non penso sarà l’ultima.
È stato una grande gioia vederli riuniti, anche se molti non si conoscevano tra loro, uniti nella stessa avventura, con curiosità.
Il tesoro era un piccolo caleidoscopio per ogni avventuriero partecipante. E nel piccoli come nei grandi, il piacere di vedere la meraviglia negli occhi da bambino, quelli di oggi o quelli ritrovati per un attimo guardando dentro il vetrino deformante.

È l’inizio del nostro viaggio insieme, durante il quale esploreremo l’idea di come ciascuno vede le cose a modo suo, a seconda del punto o della prospettiva da cui guarda, della sensibilità, cultura, età, di colui/colei che osserva. Un invito a rispettare l’altro e a  curiosare nella sua visione, certo altrettanto caleidoscopica della nostra.

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Semi di meraviglia: esperienze

Viaggi low cost per passeggeri dalle orecchie grandi

Ieri sono stata invitata a leggere dei testi recentemente pubblicati da autori francofoni, in un contesto molto speciale: le stanze da letto di un castello. Non vi ho forse detto che negli ultimi anni, teatralmente, sono concentrata per la maggior parte del tempo su progetti di teatro dell’intimo.

Ma che sarà mai? In poche parole, si tratta di dispositivi scenici che, dimenticando la classica dinamica di attore al centro di un più o meno pomposo palcoscenico – con tutti i proiettori puntati su di lui – sposta l’attenzione sugli spettatori, che diventano attori attivi e partecipi del processo artistico e creativo. Per fare ciò, la vicinanza tra “accompagnatori artistici” e partecipanti si riduce al minimo. Talvolta scompare (si può parlare allora di teatro dell’invisibile).

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Ma devo dire non mi era ancora successo di ridurla così tanto… in una stanza da letto.

La scenografia creata da questa regale camera, il meraviglioso parco col laghetto che si invitava dalle ampie vetrate, la luce abbondante e generosa, un po’ filtrata dagli stipiti delle finestre, costituiva uno spazio intimo ma non sensuale. Un pubblico di bambini e adulti mi faceva compagnia (tranne per i testi un po’ trush, che ho lasciato per ultimi, avvertendo i genitori del bollino rosso…).

Ho avuto voglia di parlare di questa esperienza per tutte quelle orecchie attente, per quegli occhi a volte chiusi per meglio visualizzare il racconto, a volte sorridenti, a volte lucidi, così vicini e così partecipi, che mi sono stati regalati in questa bella domenica di autunno. Ancora una volta per me è stata la prova di come il racconto orale, in questo caso una lettura teatralizzata, ma non troppo, a voce alta, contenga tutti quegli ingredienti di curiosità che ricerco. La meraviglia, prodotta da un contesto scenografico di eccezione, hanno certamente dato una mano affinché la “magia”  avesse luogo, seppur così semplice, senza fuochi d’artificio, passeggera e leggera come una carezza che si dimentica subito, ma che ci lascia di buon umore tutta la giornata.

Questo articolo per ricordarmi che la meraviglia è più vicina di quanto a volte io non creda, in questa mia ricerca talvolta forse troppo con lo sguardo verso l’altrove.castello_parco

Leggiamo ad alta voce, ai nostri amici, ai nostri figli, ai passanti che hanno tempo e disponibilità. E facciamolo sotto un albero, dietro un lampione, su un tappeto di foglie rosse appena cadute. Leggiamo nella bellezza.

La nostra voce e l’immaginazione di chi ci ascolta faranno il resto.

In fondo, non ci vogliono così tanti soldi per viaggiare lontano.